Responsabili per il futuro della città

Sabato 14 giugno, Terni, Palazzo Gazzoli, dalle 9 alle 20 - Domenica 15 giugno, Terni, Musei Diocesani, dalle 16 alle 20
sabato, 31 maggio 2008

LETTERA APERTA DEL SINDACO AL VESCOVO



di
Paolo Raffaelli*

“Carissimo Monsignor Vescovo, 
dopo una attenta riflessione vorrei rispondere pubblicamente, con questa ‘lettera aperta’, alle Sue due missive del 4 maggio e del 14 maggio scorsi con cui ha avuto la cortesia di anticiparmi la Sua proposta alla città per una giornata di lavoro per coltivare ‘una responsabilità comune per il futuro di Terni’. 
 
Oltre a confermarLe l’adesione mia e dell’Amministrazione Municipale all’iniziativa del 14 giugno, che considero di grande importanza, vorrei sottolineare la condivisione profonda del concetto chiave che motiva la Sua proposta: “A muoverci è il desiderio, condiviso da molti, non di appianare differenze tra valori diversi e diversi interessi, che invece, tutti insieme, fanno viva e vivace una comunità civile, ma di aiutare ad individuare una agenda di problemi e di opportunità quanto più possibile condivisa. Più saremo capaci di condividere alcune priorità, meglio riusciremo ad apprezzare le diverse proposte ed a rendere più consapevoli e meditate le scelte tra le alternative possibili”. 
 
Mi pare giusto altresì apprezzare e condividere l’altra Sua limpida enunciazione secondo la quale “ la Chiesa Diocesana non si propone come guida del cammino comune ma sente il dovere di parteciparvi e, se serve, di promuovere occasioni di incontro, di confronto e di ricerca più intense”. Si tratta di proponimenti e di indicazioni che mi paiono del tutto coerenti con i Suoi numerosi interventi, in occasione dei solenni Pontificali di San Valentino ed in altre circostanze, anche nel vivo di tensioni sociali durissime come quelle per la ThyssenKrupp o la Terni Chimica , che hanno costantemente invitato la città a procedere con coraggio sulla via dell’innovazione e dello sviluppo, senza rinunciare ad un bagaglio tradizionale e positivo di capacità di accoglienza, di solidarietà, di qualità della vita e di relazioni sociali. 
L’idea di un rinnovato modello di sviluppo della città, modello più diversificato, integrato, aperto, a più alto contenuto di cultura, di competenze, di sostenibilità ambientale, è lo sforzo con cui le Istituzioni cittadine hanno cercato di corrispondere con fatica ed impegno a questa urgente necessità. 
 
In questa direzione si può e si deve continuare a lavorare insieme, nell’ambito, ciascuno, della propria sfera di funzioni e competenze, ma legati da una comune solidissima attenzione agli interessi della città e della cittadinanza ternana. 
In questo senso la giornata del 14 giugno potrà essere il momento sia per un opportuno aggiornamento dell’agenda di città, per quanto di competenza di ciascuno, e sia anche di verifica delle tante buone pratiche che hanno visto il protagonismo coeso di soggetti diversi, istituzionali, culturali, associativi, religiosi, in questi anni. 
 
Non aggiungo altro, nel merito: dai rom alle cellule staminali, dall’accoglienza degli immigrati al messaggio di pace di San Valentino, sono troppi e troppo radicati i terreni di confronto da sviluppare per richiedere qui una disamina ulteriore. 
Nel merito il giorno del confronto sarà il 14 giugno. 
Nel metodo questa lettera vuole essere l’espressione pubblica di sentimenti di apprezzamento e di riconoscenza”.
 
* Sindaco di Terni
 
postato da responsabili alle ore 21:41 | link | commenti
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sabato, 31 maggio 2008

La società ternana ha perso idee e riferimenti

Alfredo De Sio
 
di Alfredo De Sio
 
Tutti ne parlano con toni che vanno dalla condivisione alla perplessità, relativa quest'ultima più al ruolo che al merito di ciò che il vescovo ha individuato come momento di grande difficoltà della nostra città. Fosse solo perché finalmente oggi se ne parla, l'iniziativa di monsignor Paglia non può che essere positiva. Anzi, credo per esperienza personale che solo nei modi e nei tempi che il vescovo ha individuato, sia possibile avviare un serio e sereno confronto sulla realtà cittadina evitando che gli spunti critici e di approfondimento, che ognuno può apportare nella discussione, subiscano quella sorta di censura del retropensiero che, soprattutto la politica, sconta nel momento in cui si interroga sul futuro. C'è quindi una sorta di deficit di legittimazione della verità quando questa viene espressa dai partiti? Non sta a me rispondere, ma è indubbio che sia maggiore la presa della discussione, rivolta all'individuazione della strada del bene comune fatta da autorità esterne, rispetto allo sforzo a volte sterile che le forze politiche mettono in campo. L'analisi del declino della nostra città non è cosa nuova. Per quanto  mi riguarda ho avuto modo anche nei mesi scorsi  di esprimere alcuni concetti in merito, che non possono che essere di natura politica, avendo come obiettivo non l'ineluttabilità degli eventi ma un sano e orgoglioso ottimismo nella possibilità che sia la politica alta, in grado di arrestare ciò che è stato chiamato ed è concretamente un declino. Non si tratta di discettare in merito a statistiche economiche sulla ricchezza della nostra città e neppure del suo progressivo impoverimento verso il quale si sta muovendo. C'è qualcosa di diverso che assimila sempre più questa forma di  declino, a una vera e propria espressione di decadenza e che impone perciò una profonda analisi che vada al di là di alcune ricette amministrative pur indispensabili. C'è un senso grave di perdita dell'identità del nostro popolo, di frattura profonda della società ternana che ha perso i riferimenti, il collante, la missione di ciò che potremmo definire “sentirsi una comunità di destino”. Qualcosa che va persino oltre il legame inscindibile dell'uomo quale sintesi tra sangue e terra e mai messo tanto in discussione come in questa era di globalizzazione. La perdita di un orizzonte, di principi di solidarietà vera che muovono dall'analisi sul destino comune della propria gente e accresciuti nel solco della tradizione. La città vissuta come  terra di nessuno, dove l'altro è sempre più distante da noi pur vivendo sotto lo stesso cielo e spesso con le stesse domande. Un relativismo culturale che ha avvelenato progressivamente il nostro modo di essere città. Non è una visione pessimistica, ma l'analisi profonda che può fare chiunque non si fermi all'apparenza delle cose. Ecco perché non è azzardato guardare con approccio diverso lo scenario locale alla luce di emergenze sociali e morali che possono richiedere anche interventi e modalità straordinarie, quali quelle messe in moto dal vescovo di Terni, derogando dagli schemi stereotipati dei ruoli per tentare di navigare in mare aperto favorendo momenti di discontinuità. Non si tratta di sostituire partiti ma di affiancare, anche moralmente, i fermenti positivi che nella società ternana ci sono e vogliono uscire dalla rassegnazione .

*Coordinatore regionale An
postato da responsabili alle ore 20:52 | link | commenti
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sabato, 31 maggio 2008

UN SALTO DI QUALITA' AL DI LA' DEGLI INTERESSI CORPORATIVI

 
di Sonia Berrettini*
 
La discussione che in questi giorni si è aperta intorno alla iniziativa promossa da monsignor Vincenzo Paglia, mi sollecita alcune riflessioni. Credo che lo spirito più profondo del Concilio, ma anche di una pratica di fede che vive con coerenza i propri principi morali  nella comunità,  possa essere considerato elemento costitutivo del percorso aperto dai cattolici ternani, senza scomodare preoccupazioni di ingerenze o di messa in discussione  della laicità dello Stato. E' indubbio che sia una iniziativa dai caratteri inediti, ma non per questo impropri. Si tratta di fare una riflessione, che certo non coinvolge solo la nostra città, sull'indebolimento dello Stato come luogo esclusivo della rappresentanza politica  e della garanzia dei diritti e dei doveri. Siamo di fronte a scenari inediti che oggi chiedono a tutti un salto di qualità al di là dei ristretti interessi corporativi: sto parlando del  sentimento di un comune destino. Nel mondo. Ma anche nella dimensione che oggi più di ogni altra rappresenta terreno delle contraddizioni più eclatanti  della contemporaneità e della globalizzazione: le Città. E' in questo sentimento la ragione per cui le religioni cessano di essere un affare privato ed entrano nello spazio pubblico. Se la laicità non è un'ideologia, ma un metodo, essa stessa alimenta il dialogo e il senso profondo dello spirito pubblico. E si afferma nella consapevolezza che oggi sono in discussione un insieme di relazioni, consuetudini, identità culturali e, purtroppo, anche regole, e che rischia di prevalere una società solo come somma di individui. Basti pensare a quale idea di coesione sociale si prefigura con la logica, per dirla con don Luigi Ciotti, di “accanirsi su chi sta sotto”. Non mi appassiona il tema del declino, mi appassiona molto di più ragionare delle sfide che una città come la nostra deve raccogliere e lanciare.  Sfide che in questi anni sono state anche il terreno di scelte importanti e fondamentali. Ragionare, tuttavia, sull'idea di città, sul futuro di Terni in una visione strategica del suo sviluppo fa i conti con la necessità di ulteriori innovazioni e discontinuità, su cui la stessa amministrazione comunale si sente impegnata. I temi della rigenerazione, della competitività, l'affermazione di talenti e la valorizzazione del capitale umano fondato sulle competenze come terreno di rafforzamento dei legami sociali, della creatività come leva dello sviluppo, del superamento di forme di corporativismo economico e  sociale,  della liberazione di energie innovatrici,  sono il terreno utile di un confronto comune. “La creatività non è solo una qualità dei soggetti individuali: è anche un sistema di relazioni che caratterizza un contesto sociale e, quindi, un sistema territoriale...Si parla di città creativa come città in grado di guardare in modo nuovo e sotto punti di vista non abituali, non standardizzati, non convenzionali, le sfide del futuro; come città in grado di ristrutturare il modo di pensare i problemi anziché cercare di risolverli dentro gli schemi consegnati dal passato, anche quando il passato è glorioso”: sono riflessioni contenute nel documento “Modelli per la contemporaneità”, approvato dalla giunta comunale nel dicembre 2006.

*Assessore comunale alla cultura
postato da responsabili alle ore 20:52 | link | commenti (1)
categorie: interventi
sabato, 31 maggio 2008

LEO VENTURI: "QUELLO CHE DICE IL VESCOVO NOI LO DICIAMO DA ANNI"

 
Leo Venturi 1
 
di Vincenzo Carducci
 
Leo Venturi è presidente della Colleluna, consigliere provinciale e animatore del movimento civico “Terni Oltre”, già 250 iscritti e una sede nuova di zecca in via Goldoni, di cui con tutta probabilità sarà il candidato alle prossime elezioni amministrative nel 2009.
 
Il segretario del Pd di Terni, Finocchio, ha detto che queste liste civiche sono “una sorta Grilli locali” e che lei, eletto con il centrosinistra, dovrebbe dimettersi da presidente di circoscrizione...

“Nella situazione in cui è la città qualche grillo non fa male. Si avverte come una cappa che tende a contenere la discussione e la vivacità della città, bisogna sempre dire ‘signor sì’ e qualunque voce fuori dal coro viene tacciata come allarmista, disfattista, sfascista, da capopopolo. Forse la democrazia non è più un valore a Terni. Io ho sempre detto quello che pensavo, ma mi sono accorto che dall’interno è pressoché impossibile modificare alcune situazioni. E quello che penso lo pensano anche i cittadini e per questo lo sento come un dovere istituzionale spendermi per queste cose”.

Quindi non si dimetterà...

“Sia il consiglio della circoscrizione a sfiduciarmi. Finocchio dice che non ho più il loro consenso, ma nella riunione dopo le sue dichiarazioni abbiamo approvato una serie di argomenti importanti tutti all’unanimità. La verità è che quando si affrontano problemi concreti e si danno risposte altrettanto concrete le magliette contano poco. Identificare il colore con il problema non basta e non serve più”.

Nell’era del voto utile che spazio possono avere ancora i movimenti e le liste civiche?

“La nostra lista nasce dal contesto di una città non più abituata al confronto politico e al dibattito. Credo che le liste civiche possano essere di utilità alla città, ma non potranno mai sostituire i partiti. Quello che possono fare è spingere affinché i partiti stessi tornino ad assolvere alle proprie funzioni e l’unico modo è quello di metterne in discussione il consenso”.

Che ne pensa dell’attuale maggioranza che governa la città e dell’opposizione?

“La maggioranza è appiattita su un consenso che rischia di non esserci più, a quattr’occhi sono tutti arrabbiati poi alla resa dei conti tutti dicono ‘signor sì’ conl’ambizione di ritagliarsi uno strapuntino. L’opposizione va a corrente alternata. Il tutto nel contesto di uno scontro politico che spesso avviene su cose che anche un ragazzino sarebbe in grado di dirimere, dall’elisuperficie ai tavoli all’aperto fino al taglio dell’erba o all’asfaltatura delle strade. Cose che si risolvono con il buonsenso”.

Cosa pensa dell’iniziativa del vescovo Paglia, condivide l’analisi sulla città?

“Il vescovo colma questo vuoto, vuole recuperare la discussione che non c’è e certifica la situazione di difficoltà di Terni. E il modo peggiore per governare questa città è non rappresentare le cose come stanno. Non si possono fare considerazioni su una città virtuale, i cittadini e il mondo economico avvertono certi problemi mentre chi ha la responsabilità di risolverli non se ne rende conto. Noi da mesi andiamo sottolineando questa situazione e ci hanno dato degli allarmisti, forse nei confronti del vescovo c’è più riguardo”.

L’iniziativa del vescovo arriva a un anno dalle elezioni...

“Parteciperemo portando il nostro punto di vista e le nostre proposte, la città ha bisogno di idee. Non so se dietro ci siano altri fini, mi auguro che non sia fatta per sostenere qualcuno, non è compito della Chiesa. E sarebbe una cosa di bassissimo profilo”.
 
(da Il Giornale dell'Umbria del 16 maggio)
postato da responsabili alle ore 20:51 | link | commenti
categorie: interviste
sabato, 31 maggio 2008

Il monito di Paglia coinvolge tutta la città, ma le istituzioni facciano autocritica

di Stefano Bufi *
 
L'iniziativa di aprire un confronto pubblico sui destini della città annunciata da monsignor Paglia sta suscitando interesse, reazioni e commenti, ma forse neppure quelli che ci si poteva attendere, dato il tema e il momento scelto per proporlo. A me non appassiona più di tanto esercitarmi sulla questione se l'intervento del vescovo nel campo della politica, intesa come gestione della “res pubblica”, sia legittimo, o non piuttosto si tratti di ingerenza o di surroga. Anzi temo che incentrare l'attenzione sull'indubbia “anomalia” del soggetto proponente non faccia altro che distogliere l'attenzione dal merito del problema. Così come a me pare che nelle reazioni che si sono prodotte finora abbia prevalso la tentazione di esprimersi sul passato, in particolare se si sia prodotta o meno una fase di declino della città, piuttosto che prendere corpo una riflessione sul futuro quale l'iniziativa del vescovo indubbiamente sollecita. Bisogna saper andare al cuore del problema, analizzando laicamente la situazione cittadina, senza arroccamenti difensivi, senza comizi tribunizi fatti in alcuni casi da comodi banchetti istituzionali, senza giudizi preconcetti. Non c'è dubbio che il momento sia di particolare delicatezza -  anche se a questo proposito alcuni paragoni con il '93 mi paiono francamente improponibili - poiché un ciclo politico-amministrativo si chiude, si va a un ricambio pressoché totale della classe dirigente politica e la città è chiamata ad affrontare un cambio di fase, dopo un periodo in cui un sostanziale complessivo avanzamento delle prospettive e delle potenzialità cittadine si è articolato in un primo momento di grande spinta cui è indubbiamente subentrata una seconda fase connotata da maggiori difficoltà. Questo è lo scenario e di una cosa dobbiamo avere consapevolezza: è tutta la città a essere coinvolta, nelle sue articolazioni sociali, professionali, imprenditoriali, sindacali, associative e queste voci, oltre a quelle della politica, sarebbe auspicabile ascoltare. Guai a pensare che soltanto la politica debba sentirsi chiamata in causa. Credo che la maniera migliore di stare in questa discussione sia confrontarsi su quale idea di città, quale prospettiva di futuro e quale classe dirigente complessiva debbano affrontare le sfida cui sono chiamati la nostra comunità e il nostro territorio. Ricordando che un futuro positivo per qualsiasi comunità e per qualsiasi territorio c'è solo se sapremo tutti essere realmente classe dirigente, e cioè se tutti gli attori cittadini, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, attraverso il confronto ma anche se necessario attraverso lo scontro, sapranno farsi carico dell'interesse generale e farlo prevalere sugli interessi di parte, di gruppo o di singolo. Iniziando magari a fare autocritica, come da esponente della comunità politica e da presidente del Consiglio comunale mi sento di fare, per non essere stata la politica e le Istituzioni ad aprire una riflessione a tutto campo sul tema. Ma se le primogeniture qualcosa segnalano, è sicuramente la ricchezza e la fertilità del confronto culturale che ne può scaturire a dare un primo, importante segnale di come la città vuole affrontare, in un momento di snodo e di prospettiva sicuramente cruciali, il proprio futuro.

* Presidente del Consiglio comunale
postato da responsabili alle ore 20:49 | link | commenti
categorie: interventi
sabato, 31 maggio 2008

ELEZIONI, IL RISIKO DELLE CANDIDATURE

di Vincenzo Carducci
 
Elezioni, si arricchisce e si complica il risiko delle candidature.

L’iniziativa del vescovo Paglia non solo ha innescato il dibattito sul presente e sul futuro della città e del suo sviluppo ma soprattutto, a un anno dal voto, rimescolato le carte per quello che sarà il dopo Raffaelli. Il convegno lanciato da Paglia - come lui stesso ha sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione - non ha ufficialmente e assolutamente intenti elettoralistici, ma i soliti bene informati, i retroscenisti e gli osservatori politici danno ben altre interpretazioni. Perché quelle del 14 giugno saranno sì una sorta di “primarie delle idee” per Terni, ma il mondo cattolico potrebbe cogliere la palla al balzo per affidare queste idee a delle persone, proponendole alla guida della città. E nel mondo cattolico potrebbero gli stessi partiti pescare per cavalcare l’onda che il sasso gettato da Paglia ha già cominciato a formare. Salgono dunque le quotazioni di alcuni personaggi come la dottoressa Maria Grazia Proietti (che tuttavia tempo fa proprio in un’intervista al Giornale dell’Umbria aveva declinato “l’invito”) e del sociologo Luca Diotallevi. In realtà più la prima che il secondo, sostenuta - nelle ipotesi che circolano in città - da una lista civica trasversale ma di marcata matrice cattolica. La Proietti sarebbe un nome nuovo, conosciuto, che gode di un ampio e variegato consenso per l’attività che svolge. Ma c’è anche chi sussurra il nome di Stefania Parisi, direttore dell’Istess e già assessore nella giunta Ciaurro, a cui qualcuno nel centrodestra starebbe pensando come possibile candidata.

L’eventuale lista civica a sostegno della Proietti si aggiungerebbe a quelle in via di definizione, da quella ribattezzata dei “professori” e guidata da Massimo Valigi (anche questa d’estrazione cattolica) a quella che l’ex direttore del “Santa Maria”, Ciano Ricci Feliziani, sta costruendo insieme a pezzi del mondo imprenditoriale cittadino e che si vorrebbe affidare all’ex presidente della Corte costituzionale Mario Baldassarre, fino a quella di Leo Venturi chiamata “Terni Oltre” e quella a cui sta lavorando il consigliere regionale dell’Udc, Enrico Melasecche, pronto a tornare in campo per la corsa a palazzo Spada.

Liste civiche o no, in ogni caso anche centrosinistra - o quello che sarà - e centrodestra potrebbero essere chiamati a rivedere le proprie strategie dopo la mossa di Paglia. Nel Pd, è ufficiale, ci saranno le primarie e c’è già chi mormora che per il Comune, con la manovra del vescovo, si aprano più spazi per gli ex Margherita. Il consigliere regionale Eros Brega, non ne fa mistero, sarà sicuramente della partita a meno che non si trovi un accordo complessivo più ampio che garantisca una corsia preferenziale al senatore Leo Di Girolamo, quello che rimane il candidato più gradito tra i democratici ternani, primo su tutti il sindaco uscente Raffaelli. In questo accordo generale saranno funzionali le caselle da riempire alla presidenza della Provincia e a sindaco di Orvieto. Per palazzo Bazzani - e anche lui non ne fa mistero - è pronto a correre l’assessore provinciale Fabio Paparelli, ma in lizza ci sono anche l’eterno Carlo Liviantoni, il vicesindaco di Terni, Feliciano Polli, e quello che potrebbe essere più che un outsider, ovvero l’assessore regionale del Pdci, Giuseppe Mascio. Sulla Rupe tutt’altro che scontata la ricandidatura di Stefano Mocio insidiato da Fausto Prosperini e Loriana Stella più che Marino Capoccia che nei prossimi mesi, con la riforma degli ambiti, rischia di perdere la guida dell’Ato.
Nel centrodestra ternano, che si è liberato del “fantasma” Ciaurro il nome interno più gettonato è e resta quello di Raffaele Nevi.
 
(da Il Giornale dell'Umbria del 16 maggio 2008)
 
postato da responsabili alle ore 20:48 | link | commenti
categorie: questioni aperte
sabato, 31 maggio 2008

"LA CITTA' NON E' IN DECLINO"

raffaelli paglia1278
 
 
di Vincenzo Carducci
 
 “La città non è in declino, tutt’altro, e l’iniziativa del vescovo è un invito a fare di più perchè Terni non ha completato la fase di transizione, che dura da un quindicennio per passare, a un nuovo modello di sviluppo”.

Il sindaco Paolo Raffaelli scrive una “lettera aperta” a monsignor Paglia per annunciare la piena e convinta adesione dell’amministrazione comunale a quella sorta di “concilio” cittadino lanciato dal vescovo per il prossimo 14 giugno. Una missiva di “apprezzamento” e “riconoscenza” accompagnata da una serie di riflessioni che Raffaelli fa sul dibattito scaturito dall’iniziativa del vescovo. “Supplenza”, “ingerenza” e “declino” le parole più frequenti rimbalzate in questi giorni nei commenti che il primo cittadino cerca di “smontare”.

“Il termine ingerenza è fuori luogo - afferma - e chi parla di supplenza dice una cosa ingiusta, Paglia fa il mestiere del vescovo della città”. Raffaelli respinge la “mitologia del declino” (“Paglia - dice - ci chiede una spinta verso l’innovazione e lo sviluppo per uscire fuori dal galleggiamento”), e parla “di un’iniziativa limpida e che non si presta a strumentalizzazioni” fatta appositamente dopo le elezioni politiche (inizialmente era programmata per aprile) e con anticipo rispetto alle amministrative 2009 “per essere al riparo dal sospetto”. Il primo cittadino - nella conferenza stampa convocata ieri mattina - parla di più di quanto non abbia scritto nella lettera a Paglia, in un paio di occasioni sostituisce la parola “sindaco” a quella di “vescovo” in lapsus che farebbero sorridere i buonisti e sogghignare tanti altri. Rispetto ai suoi stessi commenti all’indomani della presentazione del convegno da parte del vescovo, Raffaelli corregge il tiro. E se allora - nelle dichiarazioni al Giornale dell’Umbria - aveva spostato il “mirino” di Paglia non su palazzo Spada, ma sulle altre articolazioni cittadine, ora corregge lievemente il tiro. “No - dice il sindaco - nessuno può dire: io non c’entro”. Poi però subito dopo torna a “sparare” qualche frecciata velenosa contro quelli che definisce i “tartufi di città” che “hanno messo i bastoni tra le ruote” a progetti come la fondazione per le cellule staminali o il centro di villa Palma. “Negli ultimi anni  - chiosa Raffaelli - sulle cose fondamentali non sempre si è remato dalla stessa parte. Ho visto e vedo entusiasmo nelle enunciazioni, non quando si tratta di fare delle scelte, i ‘tartufi di città’ fanno sempre finta di starci, ma quando tratta di spendersi, di metterci il ‘chip’, preferiscono vedere il gioco invece di giocare. Beh, vorrei vedere meno minuti poteri che guardano da qui a un anno per ricollocarsi...”. E aggiunge. “Il convegno del vescovo sarà l’occasione per un aggiornamento dell’agenda di città, non una sfilata di discorsetti. Se questa iniziativa venisse emulata da altre articolazioni della città sarebbe un gran bene”. Raffaelli cita anche esempi concreti su cui misurare l’impegno delle altre forze vive della società ternana. “Ho detto che l’università in prospettiva è più importante delle acciaierie - afferma - ed è lì che dovremmo mettere il grosso delle risorse in futuro. Il pubblico ha fatto tutto quello che poteva fare, è necessario il protagonismo di altri soggeti. Un buon segnale ci viene dal crescente protagonismo di Confindustria, se si moltiplicassero sarebbe bene per tutti”.

“L'atteggiamento gattopardesco del sindaco non stupisce - commenta la lettera di Raffaelli il consigliere regionale dell’Udc, Enrico Melasecche - dichiara di voler cambiare per cambiare nulla. Dinanzi alle affermazioni di grave preoccupazione del vescovo sulla delicata situazione di Terni - prosegue - il primo cittadino tenta di mettere il cappello su una manifestazione che nasce proprio per via di una ‘crisi non breve e, talora, anche poco avvertita’, come annuncia lo stesso Paglia. Singolare che il principale responsabile dell'amministrazione non colga il senso di queste parole. L'approccio giusto necessita di un pizzico di umiltà da parte di tutti, soprattutto da parte di chi, in questi lunghissimi dieci anni, ci ha bombardati di promesse sulle cento città immaginate, con trionfalismi senza fine”.
 
(da Il Giornale dell'Umbria del 18 maggio)
postato da responsabili alle ore 20:43 | link | commenti
categorie: articoli
sabato, 31 maggio 2008

RASSEGNA STAMPA

Carovita e ambiente le ansie dei ternani - Vincenzo Carducci
(Il Giornale dell'Umbria)


Sondaggio Eurisko, il Pdl esulta (Il Giornale dell'Umbria)

Il sondaggio Eurisko preoccupa i sindacati (Il Messaggero)

Melasecche attacca Raffaelli: "L'indagine sul gradimento è pilotata" 
(La Nazione)

Il sindaco boccia il sondaggio del Vescovo - Chiara Damiani (Corriere dell'Umbria)

Salvati: inefficace il convegno del Vescovo. L'ast realizzi la centrale da 400mw a Treie - Andrea Giuli (Il Giornale dell'Umbria)

Pinacoteca fantasma all'ex Siri - Arnaldo Casali (Il Giornale dell'Umbria)

Le nuove sfide delle acciaierie (dal Messaggero)

Il Comune scarica sul Cmm anche le maestre d'asilo (dal Messaggero)

"Il futuro del polo ternano lo decidono a Perugia" (dal Corriere dell'Umbria)

Raffaelli apre a Rifondazione: il confronto sarà sui programmi
(Il Giornale dell'Umbria)


Politiche dei prezzi e critiche del sindacato - Walter Patalocco (Il Messaggero)

SOS della segreteria tecnica: produttività immobile (La Nazione)

L'Umbria non cresce più - Gaetano Veniniata (Il Corriere dell'Umbria)

Produttività, l'Umbria affonda - Lara Partenzi (Il Giornale dell'Umbria)

Sano agonismo delle idee - Elisabetta Lomoro (La Voce)

Espresso amaro per l'università (Corriere dell'Umbria)

Controconcilio della Cgil - Andrea Giuli (Il Giornale dell'Umbria)

Controconcilio dei sindacati che replicano a Diotallevi - Andrea Giuli
(Il Giornale dell'Umbria)

"Il sindacato? Non è vero che pone solo veti" - Walter Patalocco (Il Messaggero)

Il sindacato vuole essere protagonista - Federico Zacaglioni
(Corriere dell'Umbria)


Convegno diocesano, bilancio positivo (La Nazione)

"La politica non dura i tre minuti del voto" - Walter Patalocco (Il Messaggero)

Rinascita a Terni, la Chiesa indica la rotta - Vincenzo Carducci
(Il Giornale dell'Umbria)


Dalle associazioni una voce univoca: "Così la città non va" - Chiara Damiani
(Il Corriere dell'Umbria)


L'università accende lo scontro - Federica Liberotti (Il Giornale dell'Umbria)

La vedova Mariani commuove la platea - Arnaldo Casali (Il Giornale dell'Umbria)

Diotallevi punge, Raffaelli in difesa - Andrea Giuli (Il Giornale dell'Umbria)

Paglia: "Il Concilio non finisce qui" - Vincenzo Carducci (Il Giornale dell'Umbria)

 
Il consociativismo produce declino - Carlo Marroni (da Il sole 24 ore del 15 giugno)

Rendiamo nuova questa città - Elisabetta Lomoro (da La voce del 6 giugno)

Molte le adesioni al "Convegno per Terni" - di Massimiliano Mattei
(da Terninrete del 5 giugno)


Il Consiglio pastorale apre un blog (da La Nazione del 4 giugno)

Rilancio: la CNA è con il Vescovo (da La Nazione del 28 maggio)

In settecento per il rilancio di Terni (da La Nazione del 26 maggio)

Il futuro si realizza insieme - di Elisabetta Lomoro
(La Voce del 23 maggio)


L'attacco dell'Azione Cattolica - di Vincenzo Carducci
(Giornale dell'Umbria del 23 maggio)


Stanchi di una politica che non decide
(Corriere dell'Umbria del 23 maggio)


"Imprenditori, è il momento di innovare"
(Corriere dell'Umbria del 21 maggio)


"Il Vescovo riconosce i limiti di questa associazione"
(Il Giornale dell'Umbria del 21 maggio)
 

Diocesi, il convegno scatena reazioni - Stefano Cinaglia
(da La Nazione del 21 maggio)

 
 
 
 
postato da responsabili alle ore 15:57 | link | commenti
categorie: rassegna stampa
sabato, 31 maggio 2008

UN INCONTRO PER LA CITTA'

    di Nicola Molé
     
    L'ultima riunione del Consiglio pastorale diocesano è stata interamente dedicata al convegno promosso dalla Chiesa locale per il 14 giugno. E' un incontro per la città dal titolo emblematico “Una comune responsabilità per il futuro della città”.
    La relazione d'apertura sarà del vescovo Paglia: “il perché di un invito, il valore di un'amicizia”, cui farà seguito la relazione di Luca Diotallevi: “Riprendere un cammino, condividere un'agenda, ricostruire una città”. Alla successiva discussione potranno partecipare tutti coloro che ne abbiano fatto richiesta:responsabili di istituzioni, enti, organizzazioni sociali, politiche e culturali, cittadini. All'incontro sarà dedicata l'intera giornata. Già il Vescovo ha inviato una lettera ai cittadini residenti in diocesi in cui dà il senso e il significato della convocazione affermando: “Il Vangelo ci suggerisce che non ci sono due storie, una di Dio e l'altra degli uomini e neppure due città, quella della terra e quella del cielo. C'è una sola storia, quella di Dio e dell'uomo che si cercano. E non ci some due città, ma una sola: quella che viviamo e che il Vangelo ci invita a rendere nuova”. In sostanza, è un grande appello a tutte le componenti della società ternana per una riflessione comune sulla situazione attuale e per ottenere indicazioni e proposte per una “crescita” complessiva della società stessa. E' una “sveglia” ed un “esame di coscienza” cui sono chiamati tutti, perché ognuno deve fare la sua parte.
    Le prime reazioni alla convocazione della Chiesa sono nella grandissima maggioranza  positive; si ritiene giusto ed opportuno che la Chiesa locale inviti alla riflessione ed al dialogo avendo come finalità il bene della città, intesa come comunità solidale. Occorre impegnarsi affinché i risultati dell'incontro siano in coerenza con le aspettative.  
postato da responsabili alle ore 15:20 | link | commenti
categorie: articoli
sabato, 31 maggio 2008

IL VESCOVO S'INTERROGA SUL DECLINO DI TERNI

postato da responsabili alle ore 13:36 | link | commenti
categorie: articoli

Chi sono

Utente: responsabili
La Diocesi di Terni Narni Amelia ha convocato per il 14 giugno a Palazzo Gazzoli e il 15 giugno ai Musei Diocesani un convegno cittadino per discutere insieme i problemi della città. Alla giornata di lavori sono stati invitati tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio: un momento di riflessione in cui discutere problemi, priorità e soluzioni per far uscire la Conca dal momento di crisi che sembra bloccarne sempre di più drammaticamente la crescita e lo sviluppo sociale, morale, economico e culturale. Il blog si propone di suggerire e dibattere le problematiche da affrontare al convegno attraverso articoli, programmi radiofonici, interventi e - soprattutto - i commenti e i suggerimenti dei lettori e tutto ciò che potrà contribuire al dibattito in preparazione dell'incontro.

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