Questi ternani che Terni la amano ancora tanto, cogliendone gli aspetti più o meno positivi nella convinzione che tutto può migliorare. Che identificano la città più con i simboli turistici e religiosi che non con il calcio, che vedono il loro futuro lavorativo ancora a Terni, che vorrebbero un ambiente migliore e che (udite, udite) hanno poca fiducia nel loro sindaco preferendogli di gran lunga il vescovo, il parroco e persino il primario dell’ospedale. La cascata delle Marmore è la prima cosa alla quale ci si sente più legati. Un simbolo, insieme a San Valentino e la fondata di Piazza Tacito. Sono le prime tre cose che, secondo i 1.000 ternani che hanno risposto alle domande del sondaggio, identificano Terni. La cascata ha ottenuto la percentuale maggiore, davanti al santo Patrono ed alla fontana di Ridolfi.
Questi ternani hanno risposto alle domande dell’indagine fatta dalla Gfk Eurisko per conto della diocesi. 1.000 cittadini ascoltati telefonicamente. Identificano Terni con la cascata delle Marmore e San Valentino. La vedono ancora come una città principalmente industriale, destinata a rimanerlo seppure cominciando a sviluppare anche il turismo. Ma vorrebbero di più dall’innovazione, con il 49.3% degli interpellati a giudicare i prodotti ternani non più innovativi rispetto a quelli di altre aziende italiane.
E’ una Terni che regge il confronto con le zone circostanti. Se è vero che un 49,6% definisce importante allacciare rapporti economici con Roma (Perugia è al 20%, mentre una percentuale minore nomina le Marche), è anche vero che un 49,5% vede il proprio futuro professionale ancora a Terni, contro il 4% di Roma ed altre percentuali che indicano un’emigrazione all’estero. Ma sulla domanda del futuro professionale incuriosisce pure un’alta percentuale (36%) che ha risposto di non essere interessata a lavorare nei prossimi anni. Poca fiducia nelle istituzioni politiche. Soddisfazione, invece, per i servizi sanitari giudicati abbastanza positivi dal 52,9%. Così come quasi un 60% vede Terni come una città tranquilla e sicura, cosa che sembra contrastare con le continue lamentele per furti ed episodi di microcriminalità per i quali spesso i cittadini chiedono maggiore tutela. Sulla cultura i ternani sembrano spaccarsi: Per il 35,7% è abbastanza positiva, ma per un 32,6% non è niente di che. Ma, così come gli altri aspetti, anche la cultura è vista come qualosa che può migliorare. Così come potranno migliorare gli aspetti considerati negativi come la qualità dell’ambiente, la situazione economica e l’immigrazione. Ma mentre su ambiente ed economia si crede in un miglioramento, per l’immigrazione c’è più scetticismo, visto che se un buon 32% ci crede, un altro buon 30,2% non pensa che la cosa possa migliorare.
Politicamente i ternani restano principalemente di sinistra. E dimostrano attenzione alla religione: un buon 77% va a messa, anche se è solo il 16,4% ad andarci una o più volte a settimana. Anche se il 70% non ha letto la bibbia nell’ultimo anno.
I risultati dell’indagine sono stati illustrati dal ricercatore della Gfk Eurisko Paolo Cortellessa e da Giorgio Armillei del consiglio pastorale diocesano. «Si notano – ha detto Armillei – sia elementi di criticità che aspetti di rilancio. E’ di questo che dovranno tenere conto le istituzioni, le quali dovranno agire con coraggio e cooperazione per eliminare le criticità».
Altro che il più amato dagli italiani
Per l’indagine socioculturale della Gfk Eurisko i ternani hanno assai poca fiducia nel loro sindaco, Paolo Raffaelli. Lo dice il 50% degli interpellati, mentre il 35,6% gli dà abbastanza fiducia e solo il 4,7% gli dà molta fiducia. Del 7,6% è la percentuale di chi non si è pronunciato.
Dato in tutt’altra direzione rispetto ad una miriade di altri sondaggi (si è perso il conto di quelli pubblicati dal sito internet del comune in quasi 10 anni) secondo i quali Raffaelli è sempre tra i sindaci più amati d’Italia. Potrebbe essere come spiega Paolo Cortellessa («L’indagine lo mette a paragone con altre figure istituzionali anche religiose e non politiche e potrebbe aver avuto un approccio differente»). O potrebbe essere che i sondaggi non vanno mai presi come oro colato. Tutti.
Male anche i partiti locali che hanno poca fiducia dal 54,6% dei ternani ascoltati. E male pure i sindacati. C’è invece fiducia nel vescovo Vincenzo Paglia, nei parroci ed anche nei professori delle scuole. Abbastanza fiducia anche negli industriali ternani e nell’acciaieria. Ma i più apprezzati, tra tutti, sono risultati i primari dell’ospedale di Terni: il 62,1% dà loro abbastanza fiducia ed il 15,9% da loro molta fiducia.
La qualità ambientale lascia a desiderare. Si potrebbe fare parecchio di più. E’ così che i ternani vedono questo aspetto della città in cui vivono.
Per il 31,2% di quelli che hanno partecipato al sondaggio la qualità dell’ambiente è abbastanza negativa. Il 42,6% pensa tuttavia che possa essere tra gli aspetti sui quali si potrà migliorare.
Riguardo alle vocazioni della Terni futura, c’è persino una perentuale che la vede pure come città dell’ambiente, sebbene non sia altro che un misero 4,5%.
I ternani, dunque, vorrebbero un ambiente migliore e non sono affatto soddisfatti di come stiano andando ad oggi le cose. Sembra un monito contro l’inquinamento e le sue principali fonti. Eppure nello stesso sondaggio l’acciaieria e l’industria restano importanti.
Non ce l’avranno mica con l’inceneritore? O con le polveri sottili?
Non “tira” più, invece, la Ternana calcio, solo sesta dietro anche al Cantamaggio. Potrebbe essere un altro segno del malcontento intorno alle vicende della squadra rossoverde.
Altri hanno citato anche la biblioteca, la festa dell’Unità e l’Università. Ma ci sono anche gli studios di Papigno ed il Videocentro. Così come qualcuno comincia ad annoverare tra i simboli della città anche l'area ex Siri.
