Responsabili per il futuro della città

Sabato 14 giugno, Terni, Palazzo Gazzoli, dalle 9 alle 20 - Domenica 15 giugno, Terni, Musei Diocesani, dalle 16 alle 20
martedì, 19 agosto 2008

Ricchezza: Terni tra le città italiane con la maggiore crescita nell'ultimo decennio

“I dati di ricchezza e soprattutto di incremento della ricchezza nell’ultimo decennio dei comuni e delle province italiane fanno giustizia, per Terni e l’Umbria, di tante chiacchiere a vuoto su un inesistente declino della nostra città”.
 
Lo afferma il Sindaco di Terni Paolo Raffaelli commentando   la graduatoria dei redditi delle regioni, delle province e dei comuni italiani in base alle dichiarazioni dei redditi Irpef pubblicata quest’oggi dal quotidiano “Sole 24 Ore”.
 
La provincia di Terni, con un incremento del reddito reale (al netto cioè dell'inflazione) del 4,3% nel decennio, è al 32esimo posto della graduatoria nazionale, mentre la città di Terni, con un reddito di duemila euro superiore alla media provinciale (17325), è il comune più ricco della provincia. Si tratta di dati di assoluto rilievo: la crescita di reddito di Terni è la seconda, dopo quella registrata a Roma, dell’area Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo e l’ottavo incremento di tutto il centrosud. L’incremento di reddito registrato a Terni è oltre il doppio della media nazionale (+2,0%), di quasi un terzo superiore all’incremento medio registrato nel centro Italia (+3,4%) e   di oltre il 33%superiore alla media dell’incremento registrato dall’Umbria (+3,2%). In termini assoluti (valore nominale) il reddito medio nel decennio è cresciuto nel comune di Terni del 24,9% per ogni contribuente e del 27,2% per ciascun abitante.

(dal sito del Comune di Terni)
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categorie: articoli
giovedì, 07 agosto 2008

SAN VALENTINO, IN ARRIVO UNA NUOVA FONDAZIONE



di Arnaldo Casali

Colpo di scena nell’infinita telenovela delle manifestazioni valentiniane.

A meno di un anno dallo scioglimento ufficiale dell’associazione eventi una nuova realtà si prepara ad assumere l’onere di celebrare degnamente il santo patrono della città e di tutti gli innamorati del mondo.
Stavolta però, il Comune non c’entra, anzi. La Fondazione San Valentino, che prenderà vita il prossimo autunno, sarà infatti una struttura totalmente privata sostenuta da banche e aziende, anche se a guidarla sarà una vecchia conoscenza delle manifestazioni valentinane; anzi, la vecchia conoscenza: quell’Eros Brega che da assessore comunale agli eventi valentiniani fu il grande promotore, cinque anni fa, dell’associazione, e la cui ascesa al consiglio regionale - e il conseguente abbandono della giunta -  ha segnato l’inizio della fine per gli eventi valentiniani.

E se privata sarà la Fondazione, da privato cittadino - questa volta - Eros Brega ne assumerà la presidenza. Per quanto riguarda i soci, poco ancora è dato sapere, ma sembra certo che dietro l’operazione ci sia un grosso istituto di credito legato al Vaticano che ha interesse ad affacciarsi sul territorio ternano.

Alla Fondazione dovrebbero inoltre aderire due multinazionali presenti sul territorio e una società di marketing di livello nazionale. La struttura resterà poi aperta a nuove adesioni e sponsorizzazioni, con l’obiettivo di mettere insieme un budget di almeno 300mila euro all’anno da destinare ad iniziative che valorizzino la figura del patrono dell’amore. Iniziative che non si limiteranno a concerti e spettacoli: nei progetti della Fondazione ci sono infatti anche iniziative benefiche e borse di studio.
Da definire ancora il rapporto con la Curia vescovile, che senza dubbio sarà il principale interlocutore della nuova realtà. Chi invece resterà sicuramente fuori sarà proprio il Comune di Terni.
Difficile, per ora, immaginare quali rapporti si stabiliranno tra Palazzo Spada e la nuovissima Fondazione valentiniana.

Quel che è sicuro, invece, è che il sindaco Raffaelli, dopo aver fatto di tutto per allontanare Eros Brega dagli eventi valentiniani, non penserà certo di accodarsi al suo nuovo progetto. Lo scenario che si prefigura per l’edizione 2009 è dunque quello di un San Valentino spaccato in due, con due realtà - una pubblica e una privata - che organizzano autonomamente un cartellone di appuntamenti per onorare lo stesso patrono, con la Diocesi in mezzo.

A prescindere dai risultati, comunque, qualcosa si muove. E non è poco, visto l’inerzia che ha colpito gli eventi valentiniani negli ultimi tre anni - da quando, cioè, Eros Brega è stato eletto in consiglio regionale e l’associazione eventi è rimasta senza presidente - e che ha portato ad un progressivo smantellamento di tutto ciò che era stato creato a partire dal 1989 (anno di costituzione della prima Fondazione San Valentino da parte di Comune e Diocesi) e rilanciato nel 2003 con la costituzione dell’associazione presieduta da Brega e che aveva visto l’ingresso anche della Provincia  e dei privati: ovvero Consorzio Cometa, Camera di Commercio e Sviluppumbria. Di fronte al disinteresse del Comune (che ha tenuto per tre anni l’associazione in congelatore lasciandola senza fondi e senza guida, prima di scioglierla ufficialmente) sembra quindi che proprio ai privati spetterà raccogliere il testimone di un una manifestazione che da poco più che sagra paesana era stata capace di assumere i contorni dell’evento nazionale, per poi restare abbandonata come un vecchio rudere nell’indifferenza delle istituzioni.
Adesso, finalmente, si ricomincia. Da zero.

(da Il Giornale dell'Umbria del 6 agosto 2008)
 
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categorie: articoli, questioni aperte
giovedì, 07 agosto 2008

RASSEGNA STAMPA

Splinder (31/05/2008) Sondaggio Eurisko, il Pdl esulta (Il Giornale dell'Umbria) Il sondaggio Eurisko preoccupa i sindacati (Il Messaggero) Melasecche attacca Raffaelli: "L'indagine sul gradimento è pilotata"  (La Nazione) Il sindaco boccia il sondaggio del Vescovo - Chiara Damiani (Corriere dell'Umbria) Salvati: inefficace il convegno del Vescovo. L'ast realizzi la centrale da 400mw a Leggi ancora...
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giovedì, 07 agosto 2008

RIPARTIRE DAGLI ANZIANI

di Livia Barlozzo *

A nome della commissione pastorale degli anziani ringrazio il vescovo Mons. Vincenzo Paglia per aver promosso questo convegno sulla città, dal quale può nascere un nuovo clima di amore e solidarietà. Lo chiedono tutti i cittadini, in particolare gli anziani, ricordando a noi tutti che se vogliamo migliorare  Terni, renderla più vivibile e meno egoista, è necessario partire dalle loro esigenze e necessità. 
 
Terni si avvia ad essere sempre più una città di anziani, o almeno a maggioranza anziana. Dai dati forniti dal Comune si evince come la popolazione anziana sia piuttosto numerosa rispetto al totale della popolazione residente. Infatti gli ultrasettantenni ternani sono circa ventimila, tra questi più di settemila superano gli ottant’anni.  Dal dato regionale si nota che gli anziani rappresentano quasi un quarto della popolazione. Ultimo dato interessante riguarda la speranza di vita media, che per gli uomini è di 77 anni, mentre per le donne è di 83.

La maggior parte degli anziani vive nella propria casa, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di anziani che risiedono in case di riposo. 
Da una ricerca della nostra commissione nella diocesi sono circa cinquecento gli anziani accolti in più di venti istituti, a cui vanno aggiunti altri 250 presenti nella provincia di Terni, in altre diocesi.

Questi dati portano a considerare l’età anziana una classe assai importante e numericamente influente in questa nostra società, da non sottovalutare né prendere sottogamba, perché gli anziani modificano profondamente l’equilibrio delle famiglie, generando disorientamento e forte preoccupazione.
 

Non c’è dubbio che nel panorama nazionale gli anziani sono percepiti dall’opinione pubblica più come un problema che come una risorsa.
 

La diocesi in questi ultimi anni ha tentato di rispondere a tali problemi operando nei diversi ambiti cittadini, grazie all’azione efficace delle parrocchie, delle associazioni di volontariato, delle comunità ecclesiali, dei centri anziani e di altre realtà del territorio. In questo quadro la costituzione della commissione pastorale per gli anziani, pionieristica a livello nazionale, ben sottolinea la scelta della diocesi di occuparsi con più attenzione e cura degli anziani.   

In questo senso possiamo parlare di una nuova responsabilità della chiesa nei confronti degli anziani. Una responsabilità di carattere spirituale e pastorale, che si attua ad esempio nella celebrazione liturgica presso le case di riposo e nella creazione di un nuovo evento cittadino: la giornata diocesana degli anziani, realizzata grazie alla sinergia di diverse realtà e istituzioni del territorio ternano, che quest’anno si è svolta nella chiesa di San Francesco e che ha visto partecipare più di trecento anziani in maggior parte provenienti dagli istituti.

Nonostante questi primi passi mossi verso gli anziani, constatiamo che ancora c’è molto da fare per rispondere pienamente ed efficacemente ai bisogni dei nostri fratelli e sorelle anziani.
 

Il primo problema da affrontare è la solitudine, che diventa abbandono e isolamento. La condizione degli anziani oggi ricorda il naufragio dopo la tempesta: il naufragio è rappresentato dalla casa di riposo. Stare a casa o vivere in istituto non è la stessa cosa, lo sappiamo bene. Conti alla mano, le famiglie risparmierebbero diversi soldi se l’anziano restasse a casa, eppure negli ultimi anni è aumentato il numero degli anziani che vivono in istituto.   Questo sta a significare che c’è sempre meno tempo da dedicare a loro.
 

E invece dobbiamo tutti sentirci responsabili della qualità della loro vita, qualità che può migliorare anche attraverso il prezioso aiuto delle badanti straniere, cui va tutto il nostro ringraziamento e sostegno.
 

Ricordava il vescovo nell’ultima lettera pastorale
 

Oggi le famiglie spesso abdicano alla loro responsabilità educativa, talora per incapacità, tal altra per pigrizia, a volte perché troppo presi da se stessi. E poi la famiglia non può pensare ai propri anziani.   Quante volte accade che sono i primi ad essere allontanati e dimenticati proprio dai figli! E’ uno degli scandali più amari della società contemporanea.  

Ammonisce ancora il vescovo:
 

Le famiglie cristiane dovrebbero essere un esempio: i genitori anziani non siano né allontanati né abbandonati”. 

Tale mentalità che separa gli anziani dagli altri non ci piace, è controproducente e crea divisioni e muri tra generazioni diverse. Come possono i giovani costruire il loro futuro e la loro umanità senza l’esempio e l’apporto dei nonni?
Come possiamo noi adulti stare tranquilli e sereni se i nostri genitori non vengono curati e accuditi come loro hanno fatto per noi? 
Chiediamo alle istituzioni: è possibile che a fronte di un accresciuto benessere della nostra città, gli anziani siano sempre più poveri e che dopo una vita piena di sacrifici non ci sia serenità per loro? 

E ancora: dove sono finite quelle campagne che invocavano alla solidarietà verso gli anziani, come
Adotta un nonno   o    Diventeremo nonni? 
La nostra chiesa diocesana vuole reagire davanti a tanta indifferenza, direi che è indignata per la poca considerazione che gli anziani hanno in questa società. Essa vuole essere sempre più vicina agli anziani, un approdo sicuro dove trovare amicizia e affetto, un’oasi di serenità e amore. 
L’imperativo è l’amore: “Onora la persona del vecchio” si afferma nel Levitico: E’ il quarto comandamento: “Onora il padre e la madre”    Per amare tutti è necessario iniziare dagli anziani. Amare gli anziani è lasciarsi amare da loro. E come ricordava il nostro Vescovo nella lettera dedicata appunto all’amore: l’amore viene prima della fede e la fede è morta senza l’amore. 
Se lasciamo gli anziani ai margini di questa nostra città, se non passiamo del tempo con loro pensando che essi non possono darci nulla, smarriamo il senso collettivo, fondamento di ogni comunità territoriale. Per non perdere l’amore ricominciamo dagli anziani: ci aspettano a braccia aperte. Saranno loro a condurci sulla via smarrita dell’amore, proprio loro, deboli e fragili, confusi e non autosufficienti, eppure conoscono bene la strada che noi non troviamo più.  

Vorrei raccontarvi un episodio, breve ma significativo: una ottantasettenne  ospite di una casa di riposo, dopo aver partecipato alla giornata degli anziani, non si trovava più. Tutti ci siamo mossi per cercarla, abbiamo setacciato tutte le strade, ma senza esito. A quanto ci dicevano, era una persona molto confusa e disorientata, dove poteva essere finita?  Infine la polizia la ritrovò: sana e salva, a casa sua, sola, confusa ma felice. Aveva ripercorso la strada della sua vita, senza timore di sbagliare.
 

Gli anziani, dunque, amano, credono, sognano. In accordo con le parole del profeta Gioele: “i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani vedranno visioni”!
 
Gli anziani interrogano ciascuno di noi. Con la fragilità del loro corpo ricordano a noi tutti:  ciò che conta nella vita è l’essere più del fare, l’amore più dell’azione.
Gli anziani aiutano a guardare le vicende terrene con più saggezza, perché le vicissitudini li hanno resi esperti e maturi, sono in grado di elargire  ai giovani consigli e insegnamenti preziosi.   I loro carismi edificano ciascuno di noi: saggezza, gratuità, memoria, senso comune, esperienza, amicizia, interdipendenza, sensibilità…..   in sintesi una visione più piena e completa della vita.  
Questo sono gli anziani: la nostra storia personale e collettiva. Escluderli significherebbe rifiutare il passato, in cui affondano le radici del presente, in nome di una modernità senza memoria. La storia di Terni è nella memoria dei nostri anziani.  
Infine, non dimentichiamo che ad un certo momento tutti saremo anziani,  ed essere ora attenti alla qualità della vita significa pensare al nostro futuro senza paura.
Accogliere gli anziani vuol dire accettare il divenire e il trasformarsi della vita stessa,  essi ci testimoniano come essere cristiani oggi e nel futuro saranno anche i nostri intercessori.  
Concludo citando il salmo 89:  Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore. 
 
* Commissione diocesana per la Pastorale degli anziani 
postato da responsabili alle ore 19:37 | link | commenti
categorie: atti
giovedì, 07 agosto 2008

CREATIVITA', L'INIZIATIVA E' GIOVANE

Per molti, ma non per tutti.

Sono una cinquantina i progetti che hanno partecipato al bando 2008 promosso dall’assessorato comunale alle politiche giovanili del Comune di Terni con l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva e diretta dei giovani “a progetti innovativi e di forte interesse per la comunità locale”. Di questi solo 28 sono riusciti ad ottenere un finanziamento, variabile da un minimo di 250 ad un massimo di 5mila euro, per un totale di 40.600 euro messi a disposizione dall’amministrazione.

Riservata a progetti proposti da singoli, associazioni o gruppi informali di giovani dai 14 ai 30 anni di età l’iniziativa si è posta, come obiettivi primari, quelli di “sostenere i giovani nella fase di transizione alla vita adulta” puntando soprattutto nell’ambito dei diritti, educazione, ambiente e comunicazione.

Un’intera sezione del bando era poi riservata a graffiti e murales, visti dal Comune come “espressione artistica” e “forma comunicativa” mirata a scoraggiare gli atti di deturpazione e vandalismo. E non c’è dubbio che per aiutare i giovani a dipingere i muri giusti, il Comune è disposto a spendere molto: è proprio su questo fronte che si trova infatti il ‘paperone’ delle iniziative giovanili 2008: “City of Steel”, progetto promosso dall’Arciragazzi che si è aggiudicato la bellezza di 5mila euro, il finanziamento più cospicuo del bando. Nello stesso settore si trova il finanziamento più piccolo, ovvero i 250 euro che Eugenio e Paolo De Luca incasseranno per realizzare un “murales a doppio colore”. Settecento euro andranno invece al Sif Il Cortile e 2000 ad Alessio Patalocco per i suoi graffiti.

Variegata la gamma dei progetti finanziati dal bando, che spaziano dall’impegno sociale al teatro, dalla musica allo sport, dai centri giovanili all’ambiente. Meno variegata la gamma delle associazioni: l’Arci, da sola, incassa 13mila euro con ben 5 progetti finanziati alle sue varie diramazioni: “Macibombo - verso le periferie” (come tutor di Soli d'Africa), “Fili volanti”, “Ipotesi Gaia”, “LiberArci dalle spine”, e “City of Steel”.

A quota due, invece, il Centro Sant’Efebo - “Tra cinema e libri” con l’associazione Contromano (350 euro) e il “Progetto Ambiente” con il Collettivo studentesco (500 euro) - e l’associazione Il Cubo, tutor di due progetti teatrali: Rumori fuori scena (finanziato con 2200 euro) e Da grande voglio fare…  (2000 euro).

Sul fronte teatrale ritroviamo anche Indisciplinarte, organizzatrice di Es.Terni e futuro gestore del polo teatrale ternano, che ha ottenuto 2000 euro per “Madri cattive” e la giovane attrice Silvia Imperi (“Quando mi chiamerai donna” finanziato con 1000 euro).
Tra le novità di quest’edizione, il progetto Musica e natura di Tamara Mancini  (1650 euro), quello dedicato alle papere della Passeggiata da Marta Viali (1000 euro), la scuola di politica di Terni città futura (1500 euro), il sito web per ragazzi dislessici promosso dall’Apav (750 euro), quello di recupero dei giochi tradizionali locali (1000 euro) e quello di comunicazione nel silenzio del comitato giovani sordi (1000 euro). Tutti da scoprire, invece, i contenuti dell’”autopresentazione” di Gabriele Pietrini, finanziata con 1500 euro.

(da Il Giornale dell'Umbria del 25 luglio 2008)
postato da responsabili alle ore 18:55 | link | commenti
categorie: articoli, questioni aperte

Chi sono

Utente: responsabili
La Diocesi di Terni Narni Amelia ha convocato per il 14 giugno a Palazzo Gazzoli e il 15 giugno ai Musei Diocesani un convegno cittadino per discutere insieme i problemi della città. Alla giornata di lavori sono stati invitati tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio: un momento di riflessione in cui discutere problemi, priorità e soluzioni per far uscire la Conca dal momento di crisi che sembra bloccarne sempre di più drammaticamente la crescita e lo sviluppo sociale, morale, economico e culturale. Il blog si propone di suggerire e dibattere le problematiche da affrontare al convegno attraverso articoli, programmi radiofonici, interventi e - soprattutto - i commenti e i suggerimenti dei lettori e tutto ciò che potrà contribuire al dibattito in preparazione dell'incontro.

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