Responsabili per il futuro della città

Sabato 14 giugno, Terni, Palazzo Gazzoli, dalle 9 alle 20 - Domenica 15 giugno, Terni, Musei Diocesani, dalle 16 alle 20
giovedì, 07 agosto 2008

RIPARTIRE DAGLI ANZIANI

di Livia Barlozzo *

A nome della commissione pastorale degli anziani ringrazio il vescovo Mons. Vincenzo Paglia per aver promosso questo convegno sulla città, dal quale può nascere un nuovo clima di amore e solidarietà. Lo chiedono tutti i cittadini, in particolare gli anziani, ricordando a noi tutti che se vogliamo migliorare  Terni, renderla più vivibile e meno egoista, è necessario partire dalle loro esigenze e necessità. 
 
Terni si avvia ad essere sempre più una città di anziani, o almeno a maggioranza anziana. Dai dati forniti dal Comune si evince come la popolazione anziana sia piuttosto numerosa rispetto al totale della popolazione residente. Infatti gli ultrasettantenni ternani sono circa ventimila, tra questi più di settemila superano gli ottant’anni.  Dal dato regionale si nota che gli anziani rappresentano quasi un quarto della popolazione. Ultimo dato interessante riguarda la speranza di vita media, che per gli uomini è di 77 anni, mentre per le donne è di 83.

La maggior parte degli anziani vive nella propria casa, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di anziani che risiedono in case di riposo. 
Da una ricerca della nostra commissione nella diocesi sono circa cinquecento gli anziani accolti in più di venti istituti, a cui vanno aggiunti altri 250 presenti nella provincia di Terni, in altre diocesi.

Questi dati portano a considerare l’età anziana una classe assai importante e numericamente influente in questa nostra società, da non sottovalutare né prendere sottogamba, perché gli anziani modificano profondamente l’equilibrio delle famiglie, generando disorientamento e forte preoccupazione.
 

Non c’è dubbio che nel panorama nazionale gli anziani sono percepiti dall’opinione pubblica più come un problema che come una risorsa.
 

La diocesi in questi ultimi anni ha tentato di rispondere a tali problemi operando nei diversi ambiti cittadini, grazie all’azione efficace delle parrocchie, delle associazioni di volontariato, delle comunità ecclesiali, dei centri anziani e di altre realtà del territorio. In questo quadro la costituzione della commissione pastorale per gli anziani, pionieristica a livello nazionale, ben sottolinea la scelta della diocesi di occuparsi con più attenzione e cura degli anziani.   

In questo senso possiamo parlare di una nuova responsabilità della chiesa nei confronti degli anziani. Una responsabilità di carattere spirituale e pastorale, che si attua ad esempio nella celebrazione liturgica presso le case di riposo e nella creazione di un nuovo evento cittadino: la giornata diocesana degli anziani, realizzata grazie alla sinergia di diverse realtà e istituzioni del territorio ternano, che quest’anno si è svolta nella chiesa di San Francesco e che ha visto partecipare più di trecento anziani in maggior parte provenienti dagli istituti.

Nonostante questi primi passi mossi verso gli anziani, constatiamo che ancora c’è molto da fare per rispondere pienamente ed efficacemente ai bisogni dei nostri fratelli e sorelle anziani.
 

Il primo problema da affrontare è la solitudine, che diventa abbandono e isolamento. La condizione degli anziani oggi ricorda il naufragio dopo la tempesta: il naufragio è rappresentato dalla casa di riposo. Stare a casa o vivere in istituto non è la stessa cosa, lo sappiamo bene. Conti alla mano, le famiglie risparmierebbero diversi soldi se l’anziano restasse a casa, eppure negli ultimi anni è aumentato il numero degli anziani che vivono in istituto.   Questo sta a significare che c’è sempre meno tempo da dedicare a loro.
 

E invece dobbiamo tutti sentirci responsabili della qualità della loro vita, qualità che può migliorare anche attraverso il prezioso aiuto delle badanti straniere, cui va tutto il nostro ringraziamento e sostegno.
 

Ricordava il vescovo nell’ultima lettera pastorale
 

Oggi le famiglie spesso abdicano alla loro responsabilità educativa, talora per incapacità, tal altra per pigrizia, a volte perché troppo presi da se stessi. E poi la famiglia non può pensare ai propri anziani.   Quante volte accade che sono i primi ad essere allontanati e dimenticati proprio dai figli! E’ uno degli scandali più amari della società contemporanea.  

Ammonisce ancora il vescovo:
 

Le famiglie cristiane dovrebbero essere un esempio: i genitori anziani non siano né allontanati né abbandonati”. 

Tale mentalità che separa gli anziani dagli altri non ci piace, è controproducente e crea divisioni e muri tra generazioni diverse. Come possono i giovani costruire il loro futuro e la loro umanità senza l’esempio e l’apporto dei nonni?
Come possiamo noi adulti stare tranquilli e sereni se i nostri genitori non vengono curati e accuditi come loro hanno fatto per noi? 
Chiediamo alle istituzioni: è possibile che a fronte di un accresciuto benessere della nostra città, gli anziani siano sempre più poveri e che dopo una vita piena di sacrifici non ci sia serenità per loro? 

E ancora: dove sono finite quelle campagne che invocavano alla solidarietà verso gli anziani, come
Adotta un nonno   o    Diventeremo nonni? 
La nostra chiesa diocesana vuole reagire davanti a tanta indifferenza, direi che è indignata per la poca considerazione che gli anziani hanno in questa società. Essa vuole essere sempre più vicina agli anziani, un approdo sicuro dove trovare amicizia e affetto, un’oasi di serenità e amore. 
L’imperativo è l’amore: “Onora la persona del vecchio” si afferma nel Levitico: E’ il quarto comandamento: “Onora il padre e la madre”    Per amare tutti è necessario iniziare dagli anziani. Amare gli anziani è lasciarsi amare da loro. E come ricordava il nostro Vescovo nella lettera dedicata appunto all’amore: l’amore viene prima della fede e la fede è morta senza l’amore. 
Se lasciamo gli anziani ai margini di questa nostra città, se non passiamo del tempo con loro pensando che essi non possono darci nulla, smarriamo il senso collettivo, fondamento di ogni comunità territoriale. Per non perdere l’amore ricominciamo dagli anziani: ci aspettano a braccia aperte. Saranno loro a condurci sulla via smarrita dell’amore, proprio loro, deboli e fragili, confusi e non autosufficienti, eppure conoscono bene la strada che noi non troviamo più.  

Vorrei raccontarvi un episodio, breve ma significativo: una ottantasettenne  ospite di una casa di riposo, dopo aver partecipato alla giornata degli anziani, non si trovava più. Tutti ci siamo mossi per cercarla, abbiamo setacciato tutte le strade, ma senza esito. A quanto ci dicevano, era una persona molto confusa e disorientata, dove poteva essere finita?  Infine la polizia la ritrovò: sana e salva, a casa sua, sola, confusa ma felice. Aveva ripercorso la strada della sua vita, senza timore di sbagliare.
 

Gli anziani, dunque, amano, credono, sognano. In accordo con le parole del profeta Gioele: “i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani vedranno visioni”!
 
Gli anziani interrogano ciascuno di noi. Con la fragilità del loro corpo ricordano a noi tutti:  ciò che conta nella vita è l’essere più del fare, l’amore più dell’azione.
Gli anziani aiutano a guardare le vicende terrene con più saggezza, perché le vicissitudini li hanno resi esperti e maturi, sono in grado di elargire  ai giovani consigli e insegnamenti preziosi.   I loro carismi edificano ciascuno di noi: saggezza, gratuità, memoria, senso comune, esperienza, amicizia, interdipendenza, sensibilità…..   in sintesi una visione più piena e completa della vita.  
Questo sono gli anziani: la nostra storia personale e collettiva. Escluderli significherebbe rifiutare il passato, in cui affondano le radici del presente, in nome di una modernità senza memoria. La storia di Terni è nella memoria dei nostri anziani.  
Infine, non dimentichiamo che ad un certo momento tutti saremo anziani,  ed essere ora attenti alla qualità della vita significa pensare al nostro futuro senza paura.
Accogliere gli anziani vuol dire accettare il divenire e il trasformarsi della vita stessa,  essi ci testimoniano come essere cristiani oggi e nel futuro saranno anche i nostri intercessori.  
Concludo citando il salmo 89:  Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore. 
 
* Commissione diocesana per la Pastorale degli anziani 
postato da responsabili alle ore 19:37 | link | commenti
categorie: atti

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Utente: responsabili
La Diocesi di Terni Narni Amelia ha convocato per il 14 giugno a Palazzo Gazzoli e il 15 giugno ai Musei Diocesani un convegno cittadino per discutere insieme i problemi della città. Alla giornata di lavori sono stati invitati tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio: un momento di riflessione in cui discutere problemi, priorità e soluzioni per far uscire la Conca dal momento di crisi che sembra bloccarne sempre di più drammaticamente la crescita e lo sviluppo sociale, morale, economico e culturale. Il blog si propone di suggerire e dibattere le problematiche da affrontare al convegno attraverso articoli, programmi radiofonici, interventi e - soprattutto - i commenti e i suggerimenti dei lettori e tutto ciò che potrà contribuire al dibattito in preparazione dell'incontro.

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