
di Arnaldo Casali
Colpo di scena nell’infinita telenovela delle manifestazioni valentiniane.
A meno di un anno dallo scioglimento ufficiale dell’associazione eventi una nuova realtà si prepara ad assumere l’onere di celebrare degnamente il santo patrono della città e di tutti gli innamorati del mondo.
Stavolta però, il Comune non c’entra, anzi. La Fondazione San Valentino, che prenderà vita il prossimo autunno, sarà infatti una struttura totalmente privata sostenuta da banche e aziende, anche se a guidarla sarà una vecchia conoscenza delle manifestazioni valentinane; anzi, la vecchia conoscenza: quell’Eros Brega che da assessore comunale agli eventi valentiniani fu il grande promotore, cinque anni fa, dell’associazione, e la cui ascesa al consiglio regionale - e il conseguente abbandono della giunta - ha segnato l’inizio della fine per gli eventi valentiniani.
E se privata sarà la Fondazione, da privato cittadino - questa volta - Eros Brega ne assumerà la presidenza. Per quanto riguarda i soci, poco ancora è dato sapere, ma sembra certo che dietro l’operazione ci sia un grosso istituto di credito legato al Vaticano che ha interesse ad affacciarsi sul territorio ternano.
Alla Fondazione dovrebbero inoltre aderire due multinazionali presenti sul territorio e una società di marketing di livello nazionale. La struttura resterà poi aperta a nuove adesioni e sponsorizzazioni, con l’obiettivo di mettere insieme un budget di almeno 300mila euro all’anno da destinare ad iniziative che valorizzino la figura del patrono dell’amore. Iniziative che non si limiteranno a concerti e spettacoli: nei progetti della Fondazione ci sono infatti anche iniziative benefiche e borse di studio.
Da definire ancora il rapporto con la Curia vescovile, che senza dubbio sarà il principale interlocutore della nuova realtà. Chi invece resterà sicuramente fuori sarà proprio il Comune di Terni.
Difficile, per ora, immaginare quali rapporti si stabiliranno tra Palazzo Spada e la nuovissima Fondazione valentiniana.
Quel che è sicuro, invece, è che il sindaco Raffaelli, dopo aver fatto di tutto per allontanare Eros Brega dagli eventi valentiniani, non penserà certo di accodarsi al suo nuovo progetto. Lo scenario che si prefigura per l’edizione 2009 è dunque quello di un San Valentino spaccato in due, con due realtà - una pubblica e una privata - che organizzano autonomamente un cartellone di appuntamenti per onorare lo stesso patrono, con la Diocesi in mezzo.
A prescindere dai risultati, comunque, qualcosa si muove. E non è poco, visto l’inerzia che ha colpito gli eventi valentiniani negli ultimi tre anni - da quando, cioè, Eros Brega è stato eletto in consiglio regionale e l’associazione eventi è rimasta senza presidente - e che ha portato ad un progressivo smantellamento di tutto ciò che era stato creato a partire dal 1989 (anno di costituzione della prima Fondazione San Valentino da parte di Comune e Diocesi) e rilanciato nel 2003 con la costituzione dell’associazione presieduta da Brega e che aveva visto l’ingresso anche della Provincia e dei privati: ovvero Consorzio Cometa, Camera di Commercio e Sviluppumbria. Di fronte al disinteresse del Comune (che ha tenuto per tre anni l’associazione in congelatore lasciandola senza fondi e senza guida, prima di scioglierla ufficialmente) sembra quindi che proprio ai privati spetterà raccogliere il testimone di un una manifestazione che da poco più che sagra paesana era stata capace di assumere i contorni dell’evento nazionale, per poi restare abbandonata come un vecchio rudere nell’indifferenza delle istituzioni.
Adesso, finalmente, si ricomincia. Da zero.
(da Il Giornale dell'Umbria del 6 agosto 2008)