di Graziana Antinori,
Lo hanno già fatto in tanti, ma vorrei anche io ringraziare la Diocesi per aver costruito questa particolarissima occasione di incontro e di discussione, un agorà, dove hanno potuto parlare tante voci, voci di donne e di uomini, voci di tecnici, di imprenditori, di politici, di associazioni, di parrocchie, voci per la città, per la nostra città.
PRESENTAZIONE CPO
Tra tante voci non poteva mancare quella delle donne del Centro Pari Opportunità del Comune di Terni, 80 donne , tante sono le componenti del Centro, per la metà donne elette nei Consigli Circoscrizionali e nel Consiglio Comunale con una consuetudine alla pratica amministrativa e per la metà da donne delle associazioni datoriali, degli ordini professionali, del mondo del volontariato, un grande patrimonio di saperi, di idee, di sensibilità, di competenze, di valori, che vogliamo mettere al servizio della città per il poco tempo che ci è dato.
Infatti il CPO, è uno strumento partecipativo, previsto dall’art. 20 dello Statuto del Comune di Terni, di cui si è dotato il Consiglio Comunale per promuovere la parità tra uomini e donne nella vita locale e ha la durata di un mandato amministrativo e l’attuale è vicino alla scadenza.
L’impegno delle donne del Centro Pari Opportunità si sta dispiegando su due piani, essenzialmente culturali: da un lato la facilitazione di processi culturali che conducano al riconoscimento ed alla valorizzazione della differenza di genere, dall’altro la diffusione dell’utilizzazione della dimensione di genere nella lettura della realtà locale; in sintesi lavoriamo per un approccio culturale alla vita locale fondato sulla conoscenza e sull’attenzione alla diversità ed alle differenze, come elementi fondamentali per promuovere l’uguaglianza dei diritti.
Il CPO sta lavorando lungo due versanti: interno all’Amministrazione comunale ed esterno verso la comunità locale. Il Centro esprime parere sulle materie, che implicano un impatto di genere, quali scuola e servizi alla famiglia, sanità, ambiente, viabilità ed uso degli spazi, politiche degli orari della città, trattate dal Consiglio Comunale e dalle Commissioni Consiliari, formula indicazioni in occasione della presentazione del Bilancio Previsionale Annuale.
Nelle linee programmatiche approvate dall’assemblea abbiamo individuato tre direttrici d’azione su cui concentrare il nostro impegno: la direttrice dell’azione politica, la direttrice dell’azione amministrativa, la direttrice della società civile.
Mi piaceva poi mettere a disposizioni di tutti alcune informazioni rispetto alla città, colte da un angolazione “di genere”.
Dati demografici
L’Ufficio Statistica del Comune di Terni ci dice che su 110.000 abitanti, le donne sono 58.000, circa il 53 %, l’invecchiamento della popolazione (la percentuale over 65 è in costante aumento dal 2003) è al femminile, nella fascia dai 65 ai 74 anni le donne sono il 58, 1 %, oltre i 75 anni le donne sono il 63, 8 %.
Il fenomeno della frammentazione dei nuclei familiari, cioè famiglie sempre più piccole, è anch’esso al femminile, le famiglie composte da una sola persona a Terni sono il 31,9 % (tra queste il 47 % dei componenti ha più di 65 anni), per la maggioranza si tratta di donne sole il 61,5 % del totale, tra i 65 ed i 74 le donne sono il 71 %, oltre i 75 anni le donne sono l’82, 8 % del totale.
Il numero medio dei figli per donna nel nostro comune nel 2006 è stato dell’1,17 %, nel 2007 1,2 %, se pur in aumento dal 2002, rimane al di sotto della media nazionale.
I residenti stranieri iscritti all’anagrafe sono in costante aumento dal 2003 ed in tutto il periodo le donne sono sempre state la maggioranza, circa il 57%, tendenza confermata anche nel 2007 con il 57,5 %.
Dati sull’accesso ai Servizi Sociali e Sanitari
Analizzando gli accessi ai cinque Uffici di cittadinanza (Montefiorino, Interamna, Valnerina, Cesure, Colleluna) del Settore Servizi Sociali del nostro Comune in media il rapporto è di uno a due, cioè per ogni uomo che accede ci sono due donne.
Nei servizi che costituiscono il Sistema locale d’accompagnamento al lavoro, cioè il network con il CPI, Il SIL, Giona, il SISL le donne costituiscono il 57,8 % degli utenti.
Per quanto riguarda gli utenti in assistenza economica continuativa gli ultimi dati disaggregati per genere riguardano il 2005 e mostrano una netta prevalenza delle donne ( 63,3 %), mentre rispetto alla composizione familiare aumenta il numero delle famiglie con minori assistite (anni 2005- 2006).
In generale anche negli accessi ai Servizi sanitari prevalgono le donne, in particolare nel Servizio per i disturbi dell’alimentazione sono il 95 %, per quanto riguarda il Dipartimento di Salute Mentale le donne rappresentano il 58,48 % degli accessi , nell’area dei disturbi neurotici e non psicotici, area a cui appartengono il maggior numero di pazienti, le donne sono il 70% circa dei casi.
Dati sul mercato del lavoro
Dal rapporto sul mercato del lavoro nella Provincia di Terni (relativi al 1° semestre 2007) risulta che le donne rappresentano il 67 % delle iscrizioni al Centro per l’Impiego, di queste il 53,7 % è in possesso di un diploma o di una laurea.
Nel settore dei servizi alle famiglie o altri servizi alla persona, i cittadini stranieri ricoprono l’80,5 % del totale, di questi il 72,9 % sono donne.
RIFLESSIONI SULL’ITALIA E SU TERNI
Non possiamo non partire, come già fa il nostro vescovo, dalla consapevolezza di vivere un tempo difficile, nel mondo, nel nostro paese e nella nostra città che non può rimanere immune alle influenze esterne a cui poi si aggiungono alcune peculiarità locali, una certa resistenza ai cambiamenti, all’innovazione, alle contaminazioni che dovremmo sicuramente superare.
Una città che conferma ed il alcuni casi enfatizza le peculiarità di un Italia che invecchia, il paese a più bassa natalità nel mondo, dove non si riconosce abbastanza il valore sociale della maternità, che non valorizza le donne (il più alto gap in Europa, 24,6 %, tra tasso d’occupazione maschile e femminile), che detiene il record europeo delle disuguaglianze sociali, dove il 10% delle famiglie detiene il 45% della ricchezza totale.
Un mondo postmoderno dove i fenomeni legati alla globalizzazione, l’evoluzione dell’economia mondiale, i progressi della scienza hanno contribuito a creare un modello iniquo di società, una società dove non si rispetta l’uomo, la sua dignità, per questo è fondamentale affermare a gran voce la necessità di porre nel dibattere e nell’agire la questione antropologica, l’uomo, la sua dignità, i suoi diritti devono ritornare al centro, il tema dello sviluppo economico e scientifico deve essere collegato al tema della promozione dello sviluppo umano e questo deve essere chiaro anche nel livello locale. (definizione sviluppo umano di Amartya Sen).
IL TEMA DELLO SVILUPPO, DELLA CRESCITA, DELLA RIPRESA DELLA CITTA’
E’ stato posto con forza il tema della ripresa dello crescita della città, il tema dello sviluppo e la necessità di delineare un’agenda d’impegni, prima voglio porre una questione valoriale, quale sviluppo, quale senso per la crescita, sicuramente uno sviluppo e una crescita che deve mettere al centro la questione antropologica, come dovrebbe essere messa al centro anche a livello mondiale.
Al centro della riflessione, dell’agire deve tornare l’uomo, i suoi diritti, la sua dignità, la valorizzazione delle sue potenzialità, ciò che non rispetta questa pregiudiziale deve essere ripensato, ridiscusso, ciò che non mette insieme sviluppo, innovazione, coesione sociale, equità non è utile all’uomo, basta con lo sviluppo ad ogni costo.
COSA PORTARE
Per utilizzare l’approccio di Luca Diotallevi cosa ci vogliamo portare dietro, cosa ci può essere utile per costruire il futuro della nostra città, con quali modalità strategiche vogliamo andare avanti, modalità che possono essere applicate ai vari livelli, nei ruoli diversi e nei differenti ambiti dove ognuno di noi opera?
PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE
In un quadro tendente a mettere a leva tutte le risorse locali è un atto dovuto recuperare per la crescita della città le energie che le donne possono mettere in campo, per citare l’articolo 1 della Carta Europea per la parità degli uomini e delle donne nella vita locale: ” Il firmatario riconosce che il diritto alla parità è un preliminare fondamentale della democrazia, e che la società democratica non può permettersi di ignorare le capacità, le conoscenze, l'esperienza e la creatività delle donne. A tale scopo deve assicurare, sulla base della parità, l'inserimento, la rappresentazione e la partecipazione delle donne con idee diverse e generazionalmente differenti in ogni ambito delle decisioni politiche e pubbliche”.
Le donne possiedono questa vocazione sviluppata nella pratica quotidiana secolare del prendersi cura degli altri, qualità indispensabili quali l’ascolto, l’attenzione, la generosità possono essere messe a disposizione della comunità locale, insieme ai nuovi patrimoni di saperi e di competenze che le donne hanno saputo costruirsi.
E’ necessario che questa comunità si adoperi, noi donne per prime, perché ci siano riconosciute le competenze, le capacità, le abilità e siano valorizzate nello spazio pubblico anche in luoghi e funzioni, finora occupate in maggioranza da uomini, penso anche ai ruoli istituzionali ed amministrativi, ma per consentire ciò è necessario promuovere il superamento di stereotipi di genere che condizionano fortemente il nostro modo di pensare e di agire.
Una tappa fondamentale, in quest’inversione di tendenza, deve essere l’adesione alla Carta Europea per la parità degli uomini e delle donne nella vita locale, che come CPO, presenteremo alla città il prossimo autunno e che è stata sottoscritta da centinaia di municipalità europee, una carta che consentirà alla città di avere un vero e proprio Piano d’azione per la Parità, piano che interesserà le politiche per la salute, le proposte culturali, i servizi educativi, i servizi sociali, la rappresentanza nelle istituzioni.
LA RESPONSABILITA’ SOCIALE
Ognuno di noi è ben consapevole della responsabilità che ha nella dimensione privata, come padre, come madre, come figlio, come compagno o compagna, i nostri cari contano su di noi e si aspettano delle cose da noi, le nostre azioni, i nostri atteggiamenti, i nostri comportamenti hanno per loro delle conseguenze buone o cattive, dipende da noi.
Dobbiamo divenire consapevoli che questo è altrettanto vero nei confronti della comunità in cui viviamo, dobbiamo riscoprire e riappropriarci della responsabilità sociale, questa rimane anche se decidiamo di chiuderci nel privato, facciamo mancare il nostro apporto, contribuiamo a diffondere quel modello della chiusura, del piccolo egoismo che è oggi della maggioranza del paese.
Tanto più devono essere consapevoli di questa responsabilità sociale tutti coloro che praticano lo spazio pubblico, come politici, addetti all’informazione, educatori, soggetti del mondo economico e produttivo.
LA RICERCA DEL BENE COMUNE
Collegata alla responsabilità sociale non può che essere la ricerca del bene comune, bene comune, che non è la somma del bene dei singoli individui o di gruppi definiti o di settori della nostra società, richiede un andare oltre, richiede una disponibilità alla rinuncia, richiede la capacità di fare una sintesi alta, richiede l’attenzione all’altro, richiede generosità, richiede il non fermarsi al particolare, troppo spesso abbiamo assistito anche nella nostra città a prese di posizione espressione di egoismi diversi.
Quello che dobbiamo assolutamente conquistare per condurre in avanti il nostro paese e la nostra città, per costruire il futuro è un modo di pensare e di agire che si può riassumere nell’esercizio della responsabilità sociale di prendersi cura del bene comune, esercizio che deve riguardare ogni persona.
La stessa Dichiarazione Universale dei diritti umani, all’articolo 29, afferma che : Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
QUALE POLITICA
Quale politica può essere buona, utile per la città? Una politica che s’impegni a mantenere viva la tensione ideale nella quotidianità dell’agire, che ritrovi e riscopra il senso dell’ operare al servizio degli altri, che sia capace di mantenere la coerenza tra mezzi e fini, che diffonda la cultura della responsabilità, della legalità, delle regole condivise, che sappia ridare orizzonte e speranza, che metta al centro parole forti come la famiglia, il lavoro, l’equità, lo studio, il merito, il rispetto, un modo di fare politica e non solo che segua le indicazioni dell’articolo 54 della Costituzione: “…….i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore……….”
NUOVI STRUMENTI E MODALITA’AMMINISTRATIVE
E’ indispensabile percorrere con coraggio strade nuove nell’amministrare, utilizzare strumenti più evoluti che ci facciano compiere passi avanti per ottenere maggiore equità, trasparenza, efficacia ad esempio dal collaudato bilancio sociale all’innovativo bilancio di genere, la comunità e composta da uomini e donne e le stesse azioni hanno impatti diversi, è necessario tener conto delle differenze.
Una nuova sfida è rappresentata dalla promozione della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la comunità locale, passando attraverso la sperimentazione di percorsi e spazi partecipativi che favoriscano la crescita di consapevolezze e la responsabilizzazione, un esempio può essere rappresentato dal bilancio partecipativo di Porto Alegre in Brasile, applicato anche in alcune città italiane.
In conclusione il nostro territorio ha molto da guadagnare se, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ognuno, avvia una nuova stagione di collaborazioni, di integrazioni, di sinergie per costruire quelle reti locali per far parte delle reti nazionali ed europee che danno quella marcia in più, che mobilitano maggiori risorse.
Sicuramente ci saranno ricadute positive sulla qualità della vita nella nostra città se ci si apre alla contaminazione con altre municipalità, per riproporre buone pratiche sperimentate nelle altre regioni italiane ed europee, ad esempio la rete europea per la conciliazione, le rete europea per la parità……
* Presidente del CPO del Comune di Terni